lunedì 2 gennaio 2012

L'auto ad aria compressa

Dopo i prototipi di auto a idrogeno e le auto alimentate dai rifiuti, ecco per ultime le automobili ad aria compressa: fino a 110 km orari, costi di ricarica irrisori, inquinamento zero. Benissimo. Sapete quante ne ha in produzione la Fiat? Nessuna. Sapete quante ne intende produrre la Fiat? Nessuna. Ennesima vittoria dei petrolieri? Eppure un'azienda che è spesso andata avanti con i contributi dello Stato (cioè di tutti quanti noi) dovrebbe restituire il dovuto quantomeno sotto forma di tutela dell'ambiente. Ma le grandi case automobilistiche si stanno preoccupando assai poco di essere veramente innovative, o di cominciare a pensare a una produzione a catena eco-sostenibile, e continuano a produrre auto inquinanti. Certo meno inquinanti di prima, ma sempre funzionanti con costosi carburanti. Vi sembra mai possibile che siamo ancora fermi al motore a scoppio inventato nel 1800? Che fine hanno fatto le innumerevoli invenzioni successive? Tutte insabbiate con arte. E questo è stato anche il destino di OneCat, l'ultimo veicolo apparso come prototipo e mai prodotto in serie: un auto che funziona ad aria compressa. Il pieno (effettuato in soli tre minuti tramite un compressore) verrebbe a costare ...2 euro e mezzo! Anzi: 1 solo euro e mezzo se la ricarica viene eseguita con “più calma” tramite una normale presa elettrica (4 ore). Eolo fu progettata da ingegneri francesi già agli inizi degli anni '90, ma snobbata fino ad oggi. Solo l'Australia si è recentemente interessata per una produzione in serie, con un prezzo d'acquisto di circa 5.000 euro. Anche l'India sembra stia avviando una produzione in serie, riducendone ulteriormente il prezzo. E l'Italia? Presentata già nel 2001col nome di Eolo al Motorshow di Bologna, la OneCat fece subito gola a molti, specie agli ambientalisti. Ma anche alle famiglie italiane desiderose di fare un pieno con un paio d'euro. Ma, come tutte le invenzioni utili che tolgono guadagni ai poteri forti, la macchina ad aria compressa venne ignorata dai produttori, ed anche i mass media diedero una mano perché non se ne parlasse più. E questa OneCat ci fa venire in mente l'E-Cat dell'italiano Andrea Rossi, il generatore a fusione fredda di cui già abbiamo avuto occasione di parlare. Purtroppo l'Italia non ha colto l'occasione che ci auspicavamo ed ora, come annuncia anche l'ultimo numero della rivista Focus (dicembre 2011), saranno gli Stati Uniti a produrre in serie le mini-centrali.